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“Biglietti online dopati”. E se la prende con la direttrice Russo

L'assessore Onorato al Colosseo

La vendita online dei biglietti per il Colosseo è dopata? Con costi che diventano anche cinque volte superiori? Presto fatto per l’assessore ai grandi eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato la colpa va addebitata al ministro Gennaro Sangiuliano e in primo luogo alla direttrice del Parco archeologico Alfonsina Russo.

Biglietti per il Colosseo venduti a sei volte del costo: l’assessore lancia l’ultima sfida alla direttrice del parco archeologico

L’attacco frontale è arrivato su Instagram a poche settimane dalla querelle del “Circo Massimo che non è uno stadio”, come tagliò corto la Russo dopo il concerto-terremoto di Travis Scott voluto da Roma Capitale nel sito gestito dal Campidoglio. Onorato, infatti, si è piazzato proprio sotto al Colosseo dove ha lanciato le accuse: “Se fosse gestito da noi avremmo già risolto il problema”, ha tagliato corto.

Il video-accusa lanciato in mattinata. “È tempo di intervenire. Il ministro Sangiuliano e la direttrice Russo non possono più restare a guardare. Bisogna fermare la vergognosa vendita dopata dei biglietti del Colosseo che, sui canali paralleli ed esteri, arrivano a prezzi davvero folli. Un fenomeno odioso che danneggia l’immagine di Roma, i turisti e i tour operator che rispettano le regole”, spiega Onorato.

L’assessore chiede che provvedimenti urgenti contro il “bagarinaggio online” dei biglietti per l’accesso al complesso, che comprende le aree del Colosseo, del Palatino, del Foro Romano e della Domus Aurea.

L’esempio dei Coldplay

Avete presente quando provate a comprare un biglietto del vostro gruppo musicale preferito? Magari i Coldplay. Che aspetti il momento che mettano online la vendita dei biglietti, stai lì, carichi tutti i dati e in quel momento, la schermata ti dice biglietti esauriti ma incredibilmente un secondo dopo su altri siti paralleli gli stessi biglietti vengono venduti a tre, quattro volte, cinque volte il prezzo iniziale? Bene, la stessa cosa ormai da almeno 7 mesi avviene costantemente al Colosseo“, affonda Onorato.

Che indica il Colosseo: “Questo sito stupendo è gestito non dal Comune di Roma, altrimenti saremmo già intervenuti, ma è gestito dal Ministero dei Beni Culturali, dal Ministro Sangiuliano e dalla Sovrintendenza Archeologica del Colosseo la Dottoressa Russo. Ebbene che cosa succede? Che il biglietto costa 16 euro più le prevendite, ma appena provi a comprarlo immediatamente non riesci perché ci sono società organizzate soprattutto all’estero che con acquisti diciamo multipli con i cosiddetti “bot” si accaparrano tutti i biglietti l’utente o le agenzie romane/italiane turistiche non li trovano più“, denuncia Onorato.

“Pessima figura internazionale”

Ma “incredibilmente – prosegue l’assessore capitolino- un minuto dopo si trovano a 5 volte il prezzo, a 6 volte il prezzo, da 16 euro a 50 euro, da 16 euro a 100 euro e quindi i turisti che vengono a Roma anche per il Colosseo, alcuni soprattutto per il Colosseo, non riescono a vedere questo sito, altri sono costretti a pagare 5 volte il prezzo e noi facciamo una pessima figura internazionale. Dopo 7 mesi che chiediamo l’intervento del Ministro e della Sovrintendenza Archeologica del Parco Archeologico del Colosseo è giunta l’ora di dire con chiarezza che questa situazione è inaccettabile“.

Per ora l’assessore ha incassato la solidarietà di alcuni politici (a sinistra). Si aspettano le reazioni del ministro Sangiuliano e della direttrice Russo con la quale non scorre buon sangue.

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