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Sull’impianto nell’area dell’ex Tmb Salario le opposizioni (e il municipio) accerchiano Gualtieri

L’impianto che Ama e Comune vorrebbero realizzare nell’area dell’ex Tmb Salario “necessita di maggiori approfondimenti”. Il progetto per la costruzione di un sito per la selezione ed il recupero delle terre di spazzamento dovrà essere infatti sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Lo ha stabilito la Direzione Ambiente della Regione Lazio sulla base delle osservazioni su quadro ambientale e programmatico. 

Si allungano così i tempi dell’opera che il Campidoglio, forte di 4 milioni di euro di finanziamenti, avrebbe voluto vedere in funzione già dai primi del 2025. Dopo il municipio, che più volte si è detto contrario al ritorno dei rifiuti nell’area del vecchio impianto per il trattamento meccanico biologico, anche le opposizioni incalzano il sindaco Roberto Gualtieri. 

Le opposizioni incalzano Gualtieri 

“Non possiamo dire che Gualtieri sia stato ‘bocciato’ ma certamente ‘rimandato a settembre’ dalla Regione, sì. Il Sindaco, che fino a qualche tempo fa aveva reso forse fin troppo semplici le cose, dovrà ora rispondere di procedure necessarie. Viene meno, di fatto, l’idea di Gualtieri di realizzare in breve tempo un impianto per le terre di spazzamento laddove oggi sorgono ancora i resti dell’ex TMB Ama Salario” scrive in una nota il consigliere comunale di FdI, Stefano Erbaggi. “Noi da tempo avevamo detto di non essere favorevoli. Chiediamo al Sindaco di fare ordine nella sua gestione, fatta di promesse poco chiare e, purtroppo, tante ombre”. La richiesta che arriva dall’esponente del centrodestra è quella di procedere alla chiusura delle vicende legate al Tmb e provvedere alla bonifica dell’intera area senza ulteriori indugi. “Una volta fatto ciò, chiedo a Gualtieri di indicare in Aula Giulio Cesare altro sito idoneo all’attività da lui prevista, prestando, me lo auguro, la dovuta attenzione agli standard regionali, all’ambiente e alla vivibilità del territorio da parte dei cittadini”.

La VIA sull’impianto per le terre di spazzamento

“La procedura della Via – spiegano gli esponenti del M5s, Daniele Diaco e Dario Quattromani – nasce proprio per individuare, descrivere e valutare gli effetti di un progetto su alcuni fattori ambientali e sulla salute umana, esattamente lo scenario che si prospetta dentro lo stabilimento di via Salaria 981 nel III Municipio. Nello stesso documento viene indicato come per quanto concerne il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti la proposta progettuale presenti fattori escludenti per gli aspetti ambientali e territoriali: l’area risulta infatti interessata da vincoli paesaggistici ed è possibile l’interferenza con i livelli di qualita’ delle risorse idriche superficiali e sotterranee. Ma le criticità – sottolineano i pentastellati – non si fermano certo qui: l’impianto non è nemmeno compatibile con il Piano regolatore generale della città. Insomma – sono perentori i portavoce – è arrivato il momento che Gualtieri, Alfonsi e Ama ci ripensino”. Lo chiedono anche i residenti di quel quadrante fiaccati da anni di miasmi del vecchio Tmb e lunghe battaglie contro l’impianto poi andato a fuoco e chiuso nel dicembre del 2018. 

Italia Viva: “Area non è idonea ad ospitare sito”

“Esprimiamo soddisfazione per il momentaneo blocco al progetto dell’impianto per la selezione e il recupero delle terre di spazzamento nell’area dell’ex Tmb Salario, che la Regione Lazio ha deciso di sottoporre a valutazione d’impatto ambientale. Un passaggio amministrativo che costringe Ama e Campidoglio a rallentare l’iter realizzativo dell’opera. Italia Viva – scrivono in una nota i consiglieri comunali Valerio Casini e Francesca Leoncini –  è favorevole agli impianti, a cominciare dal termovalorizzatore, ma crediamo che quell’area in particolare non debba ospitarli ma debba invece essere bonificata e riqualificata con un progetto condiviso con i cittadini”. 

La commissione tecnica in Campidoglio

Oltre alla VIA si aprirà anche la verifica sulla compatibilità funzionale e ambientale del sito a ospitare l’impianto: un’analisi che deve realizzare la commissione appositamente istituita dall’Assemblea capitolina lo scorso novembre. “Continueremo a batterci per la tutela di quell’area e – concludono da Italia Viva – se gli esiti del tavolo tecnico dell’amministrazione non saranno soddisfacenti, chiederemo che venga calendarizzato al più presto il consiglio straordinario sul tema, che abbiamo già richiesto”. 

 

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